La Raggi liquida il quinto cda di Ama per disservizi e mancati obiettivi

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A causa di disservizi e mancati obiettivi, il Cda di Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti nella capitale, è revocato. La sindaca Virginia Raggi liquida Bagnacani, dopo che una decina di giorni fa il bilancio del 2017 era stato bocciato e l’assessore Montanari si era dimessa. Sono anche stati convocati i sindacati che hanno ricevuto rassicurazioni in merito al pagamento degli stipendi.

Insomma, il caso Ama ancora non è concluso e sembra sempre più sprofondare nel baratro. Oggi la Raggi ha deciso di liquidare l’intero Cda di Ama per colpa dei disservizi e il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati. Questa è stata la decisione choc dopo la lunghissima riunione tecnica e poi politica di domenica iniziata alle ore 15 in Campidoglio.

Ora che Ama non ha più un consiglio di amministrazione, il giudizio verrà dal collegio sindacale. La decisione spiazza un po’ tutti, soprattutto Ama stessa che si era già rivolta all’avvocato Antonio Catricalà, già ex sottosegretario di Stato e presidente dell’Antitrust. Secondo il parere dei legali, i sindaci che ora controlleranno Ama sono già scaduti e servirebbero altri professionisti. Nonostante ciò, il Comune capitolino annuncia una call per formare il nuovo cda da zero: presidente e consiglieri inclusi.

La sindaca grillina ai segretari di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio ha voluto garantire l’impegno della amministrazione a fare quadrare il bilancio per erogare gli stipendi dovuti. I sindacati avvertono che le rassicurazioni vanno bene e sono ben accette, ma ora servono i fatti in tempi non rapidi, ma rapidissimi.

Finisce così l’era di Bagnacani ai vernicia dell’azienda per la raccolta e gestione dei rifiuti, dopo che la Raggi lo aveva rubato all’altra sindaca grillina, Chiara Appendino a Torino. Con l’ennesima silurata del Cda, la Raggi raggiunge un record, anche se c’è ben poco da festeggiare. In soli 3 anni, la Raggi ha licenziato ben 5 vertici di Ama. Bagnacani è solo l’ultimo arrivato dopo Fortini, Solidoro, Giglio e Bina.

Ora si attende solo il sesto vertice, una sorta di Ama 6.0 che non fa altro che confermare il disastro dei 5 stelle in merito ai rifiuti nella Capitale. Il deputato del Pd Michele Anzaldi critica fortemente le ultime notizie su Ama, sottolineando come al quinto licenziamento del vertice, si devono sommare anche le dimissioni di tre assessori all’ambiente.

I romani, secondo l’esponente dem, pagano una tassa sui rifiuti molto alta, ma il servizio è inesistente. Nelle strade ci sono cumuli di immondizie non raccolte, camion della raccolta latitanti e i container carichi di rifiuti sono inviati  in altre regioni d’Italia e d’Europa. Si è quasi in emergenza igienica in certe zone della capitale, con topi ed erba alta nei giardinetti pieni di immondizia abbandonata.