Aprile 17, 2024

Oggi parliamo di manutenzione impianti tecnologici, nello specifico di quelli idrici. Per comprenderne bene il funzionamento infatti occorre prima di tutto avere una panoramica il più ampia possibile di come funziona un impianto idrico, sia a livello civile e industriale.

Ma cosa sono gli impianti tecnologici?

Con il termine impianto tecnologico vengono indicati tutti gli impianti sanitari e idrici, di condizionamento, di riscaldamento ed elettrici che hanno un dispositivo tecnologico elettronico.

Come funziona un impianto idraulico

L’impianto idraulico serve a distribuire l’acqua a livello civile e industriale. Il processo parte dal punto di erogazione che è l’acquedotto per arrivare nelle case. Una volta che l’acqua viene usata, deve essere allontanata e smaltita. Vediamo tutto nel dettaglio.

  1. Trattamento delle acque: l’acqua viene trattata per eliminare i sali incrostanti che rendono l’acqua dura e altre sostanze indesiderate.
  2. Rete di distribuzione: è l’acquedotto. Qui la pressione è di 5 e 6 bar così da garantire che l’acqua arrivi a tutti. Si dirama per rifornire ogni singolo edificio di acqua, dove la pressione è di 3 bar, altrimenti vi sarebbe la rottura delle tubature o comunque forti rumori.
  3. Tipi di tubazioni: esistono moltissime tipologie di tubature. Principalmente i materiali usati sono: acciaio zincato, rame, multistrato e plastica. Quest’ultima è la preferita perché economica, resistente, duratura, sicura e igienica. Tutte le tubazioni vengono poi rivestite da un materiale isolante per prevenire la corrosione e i rumori.
  4. Produzione di acqua calda: importantissima in tutte le case. La produzione può essere istantanea oppure a richiesta. Deve poi essere mantenuta la temperatura costante e per questo vi è la rete di riciclo.
  5. Scarico dell’acqua usata: esistono acque nere, saponose bianche, grasse e rifiuti speciali. Ognuna verrà smaltita nelle apposite reti, così da subire il processo necessario per lo smaltimento.
  6. Sistema di smaltimento di scarico: esistono diverse tipologie di sistemi di smaltimento per scaricare le acque. Il più comune è la fogna, troviamo poi quella a dispersione e infine i pozzi neri. Lo smaltimento in fogna statico smaltisce l’acqua del WC, quelle saponose e quelle grasse provenienti dalla cucina. Quello di tipo dinamico invece, fa confluire tutto in un depuratore. Il sistema di dispersione e con pozzo nero invece sono usati quando non è possibile allacciarsi alla rete fognaria pubblica. Il pozzo nero deve essere sottoposto a svuotamento periodico e sono installati quando non è possibile usare la fossa settica. E’ realizzato in cemento armato.
  7. Rete di scarico: è composta da diversi elementi. C’è il sifone che consente la chiusura iraulica, impedisce che risalga il cattivo odore. La diramazione per collegare il sifone alla colonna di scarico, la quale si collega al collettore dove si raccolgono le acque di scarico e vengono poi convogliate nel sistema di smaltimento. Nel pozzetto d’ispezione vi è il cambio di direzione, dove si controlla la tubazione e dopo si procede con lo sbocco.