Nuovo stadio della AS Roma: finiscono in manette in 9

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Nemmeno posata la prima pietra che già è polemica nell’assegnazione dell’appalto per la realizzazione del nuovo stadio della Roma. L’ambizioso progetto prevede la realizzazione di un nuovo stadio della AS Roma che comprende però anche una serie di servizi come bar, ristoranti, negozi, parcheggio etc. Il sito era stato individuato da tempo: è l’area dell’ex ippodromo nella zona di Tor di Valle ora abbandonato. La commissione ha assegnato l’appalto ma giusto ieri sono già scattate le manette per 9 persone indagate per associazione a delinquere. In merito a questa inchiesta, sono tutt’ora indagate 16 persone in totale, 9 arrestate – di cui 3 sono ai domiciliari – e sette indagati ma il caso è molto più ampio perché conta anche fatture false, corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

Il reato che viene contestato è quello di associazione a delinquere con il fine di corrompere funzionari pubblici e altri reati contro l’Amministrazione Pubblica. Sono finiti in manette importanti esponenti politici di quasi tutti gli schieramenti, segno di quanto sia diffusa la corruzioni come pratica comune per concludere affari. Il primo nome che svetta tra gli arrestati è l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della Eurnova, società incaricata della progettazione dello stadio finito in manetta assieme ad altri 5 suoi collaboratori. Luca Lanzalone, presiedente di Acea – controllata del Comune di Roma – è ai domiciliari. Lanzalone è un nome già noto che ha scatenano molte reazioni politiche perché in passato era stato chiamato come consulente esterno dei penta stellati, a capo della città capitolina, proprio per stilare uno studio sulle struttura che sorgerà a Tor di Valle. In manette anche altri nomi illustri come Adriano Palozzi di Forza Italia, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, e anche Michele Civita del Partito Democratico, ex assessore all’Urbanistica per la regione Lazio sempre.

La procura indaga anche sul anche su Paolo Ferrare, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara e Davide Bordoni. Quest’ultimo è il capogruppo di Fora Italia al comune di Roma ed è anche stato il presidente del municipio X, il quale conta Ostia, località arrivata nelle prime pagine dei giornali per infiltrazioni mafiose. Infine, in manetta anche Mauro Vaglio, che riveste al carica di presidente dell’ordine degli avvocati di Roma, candidato ma poi non eletto al Senato per il M5S alle ultimi elezioni politiche.

È solo l’ennesimo episodio di corruzione che si conta a Roma e per ora la sindaca Raggi ne resta fuori, per ora. Le elezioni amministrative di domenica scorsa hanno interessato anche due municipi di Roma e i 5 Stelle hanno indietreggiato moltissimo, forse proprio per i recenti casi che vedono i vertici romani del partito sempre immischiati in casi come questi. E pensare che volevano pure fare le olimpiadi a Roma, con un ingente stanziamento di fondi, per lo più pubblici, per la realizzazione di impianti sportivi come lo stadio della AS Roma. Le molte voci che furono contro la proposta, ora hanno una belle prova, seppur postuma, per mostrare l’incompetenza nella gestione di certe commesse.

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