Oggi approfondiamo quelle che sono le tipologie di alopecia principali e le relative cause. Se stai cercando una cura ti consiglio di visitare il sito www.stopcaduta.it che, in maniera oggettiva, analizza attentamente le varie soluzioni e ti spiega quando è possibile agire e quando no.

Tutte le alopecie si suddividono in due categorie. Le alopecie cicatriziali e le alopecie non cicatriziali. Nel primo caso il follicolo pilifero viene distrutto da un processo patologico e non può più ricrescere. Nel caso delle non cicatriziali invece, è alcune volte possibili trovare una soluzione e veder ricrescere parzialmente o totalmente i capelli. Entrambe a loro volta si suddividono in alopecie ereditarie o acquisite.

Alopecie cicatriziali ereditarie

Si tratta di condizioni molto rare per fortuna. Vi rientrano le seguenti patologie:

  • Alopecia cutis congenita: assenza di derma ed epidermide al centro del cuoio capelluto. La causa è che durante la vita fetale si è arrestato lo sviluppo cutaneo.
  • Incontinentia pigmenti: riguarda le bambine neonate che hanno un’eruzione bollosa che si diffonde sulla cute terminando poi in delle lesioni cicatriziali.

Alopecie cicatriziali acquisite

Queste si manifestano a causa per esempio di un’ustione da calore o da prodotti fisici. O ancora può dipendere da patologie autoimmuni, infettive o tumorali. Tra quelle infettive troviamo la tigna, la varicella, l’herpes zoster, la follicolite decalvante etc. Tra quelle autoimmuni troviamo il lupus eritematoso discoide,

Alopecie non cicatriziali ereditarie

Queste tipologie di alopecie si manifestano soprattutto quando ci sono sindromi ittiosiche ereditarie o quando vi è una struttura anomala del capello.

Alopecie non cicatriziali acquisite

Ci sono poi le alopecie non cicatriziali acquisite ed è in questo gruppo che si trova la forma di alopecia più comune che è l’androgenetica. Vediamole nel dettaglio.

  • Alopecia androgenetica: è considerata la più comune e si presenta come un diradamento progressivo dei capelli. Colpisce soprattutto gli uomini nella zona frontale e quella temporale. Quando invece colpisce la donna sono soprattutto le zone laterali e quella frontale a presentare un diradamento dei capelli. Si manifesta quando l’enzima 5a-reduttarsi di tipo II lavora troppo e così va a interferire sul testosterone nella forma più attiva e lo trasforma. Si parla del diidrotestosterone. Accelera la crescita ma anche l’involuzione del capello e lo porta all’assottigliamento e alla caduta.
  • Alopecia arenata: i capelli cadono a chiazze tondeggianti. I margini sono netti. Riguarda soprattutto il cuoio capelluto ma anche barba e altre zone. Spesso dipende da malattie autoimmuni come la tiroide di hashimoto e la vitiligine.
  • Tricotillomania: in questo caso i capelli vengono spezzati volontariamente dalla persona che ne soffre. Il gesto viene eseguito in maniera ripetitiva e quasi sempre accade nello stesso punto del cuoio capelluto. Può trasformarsi in una psicosi e questo porta alla formazione di chiazze irregolari.

Ci sono poi altre forme di alopecia considerate reversibili perché non patologiche. La perdita copiosa di capelli infatti può essere legata allo stress, ma anche all’assunzione di farmaci come quelli chemioterapici, oppure può dipendere da cause ormonali come la menopausa o il periodo post-partum.

 

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