Luglio 14, 2024
omicidio desiree san lorenzo

Per il decesso della giovanissima Desirée Mariottini stroncata da un mix di droghe letali prese nelle strade di spaccio del quartiere di San Lorenza a Roma, ci sono grosse novità. È di poche ore fa la notizia che per due degli arrestati cade l’accusa di omicidio.

I giudici del riesame hanno appena smontato alcune delle accuse, infatti, non senza polemiche, soprattutto sui social. L’impianto accusatorio della procura di Roma per spaccio, violenza, abuso e omicidio di Desirée è stato smontato e quello che emerge da subito è la mancata accusa di omicidio per due persone che sono comunque ancora trattenute sotto altre accuse. Il legale dei due uomini ha presentano alcune istanze che sono state accolte dal tribunale e questi sono gli effetti, che preoccupano molto dato che poterebbero rappresentare un precedente che aiuterà ad alleggerire le accuse anche agli altri uomini in stato di arresto.

Il caso si riferisce al ritrovamento del corpo esamine della ragazza appena 16 enne il 18 ottobre scorso in un edifico fatiscente e abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo, più precisamente in via dei Lucani 22. La zona è un quartiere di universitari soprattutto, che di sera si trasforma in un enorme mercato di spaccio all’aperto, grazie anche all’assenza delle forze dell’ordine. Tra alcol venduto ad ogni angolo e la facilità di trovare droghe a bassissimo prezzo, la zona è diventata un luogo di richiamo per moltissimi immigrati che vivono tra gli edifici abbandonati. Questa è la periferia di Roma da cui arriva un grido disperato per maggiori controlli e legalità. C’è voluta una terribile tragedia per accendere i riflettori su questa situazione, sbottano alcuni residenti di San Lorenzo.

Il tribunale del riesame di Roma sostiene che non ci siano sufficienti elementi a dimostrare la colpevolezza di Chima Alinno e Brian Minthe, arrestati con l’accusa di avere ucciso la giovane. Accogliendo l’istanza presenta dal legale dei due arrestasti, il giudice ha alleggerito anche altre accuse. In particolare, è stata contestata la violenza di gruppo. Secondo l’avocato difensore, si tratterebbe di una singola violenza e non di stupro di gruppo, come invece si era ipotizzato in un primo momento.

I due uomini arrestasti restano comunque in carcere per via delle accuse di spaccio di droga e di violenza sessuale in attesa del processo. Si tratta dei risultati dell’udienza preliminare per i primi due uomini su quattro fermati per i fatti di San Lorenzo. A breve, sarà invece il turno dell’udienza per il terzo uomo arrestato, Mamadou Gara. Il fatto che il tribunale del riesame abbia accolto le richieste del legale difensore dei primi due, crea un precedente anche per gli altri arrestasti. Infatti, la giovane non sarebbe stata stuprata dal branco e il suo devesso non sarebbe imputabile ai quattro uomini ora agli arresti, tutti di origine africana e in Italia illegalmente.