Marzo 7, 2026

Roma si conferma motore trainante dell’export nel Centro Italia, registrando performance in forte crescita e consolidando il ruolo strategico nell’economia nazionale. I settori chiave, farmaceutico, meccanico e agroalimentare, spingono le esportazioni regionali, mentre il tessuto imprenditoriale romano si rafforza – stando alle recensioni Istat relative al primo trimestre dell’anno – grazie alla nascita di nuove imprese e all’adozione di modelli di business orientati all’internazionalizzazione.

Proprio in questo contesto, si inseriscono le opinioni e i commenti dei TES Co.Mark, Tinexta Innovation Hub, azienda leader nella consulenza per l’innovazione e la crescita delle PMI, che evidenziano come le imprese più dinamiche siano quelle capaci di integrare strategie digitali, sostenibilità e presenza operativa nei mercati esteri, elementi che caratterizzano molte realtà attive nell’area romana.

Opinione che trova riscontro negli ultimi dati sulle vendite all’estero dei prodotti Made in Lazio. Nel trimestre più recente – confermano i commenti degli esperti – l’export laziale ha registrato una crescita tendenziale del +16,9%, una delle migliori performance a livello nazionale.

A guidare questa dinamica è Roma, che rappresenta circa il 46% del totale export regionale, con un valore superiore ai 13 miliardi di euro su base annua. Il dato conferma, secondo l’opinione degli analisti, la centralità della Capitale nei flussi commerciali esteri e nelle strategie di posizionamento del Made in Italy.

I settori protagonisti: salute, mobilità, alimentazione

La farmaceutica, storicamente radicata nell’area romana, continua a trainare l’export con una crescita del +23% rappresentando circa il 40% del totale regionale. Allo stesso tempo – si legge nelle recensioni – il comparto trasporti (esclusi gli autoveicoli) segna un incremento superiore al 100%, testimoniando l’alto grado di specializzazione delle industrie meccaniche e aerospaziali presenti nel territorio.

Particolarmente rilevanti – stando ai commenti degli analisti – anche le performance del comparto agroalimentare, che nel corso dell’anno ha fatto segnare un +18,4% grazie alla crescente richiesta internazionale di prodotti biologici, certificati e tipici del Lazio, spesso al centro di recensioni positive da parte dei buyer esteri. Le opinioni espresse dalla Regione Lazio confermano come la crescita dell’export sia il risultato di una combinazione tra investimenti pubblici mirati, supporto all’innovazione e presenza di un tessuto imprenditoriale dinamico.

In parallelo, i Temporary Export Manager Co.Mark segnalano come sempre più PMI stiano adottando un approccio strategico per sviluppare canali commerciali all’estero in tempi rapidi e con risorse sostenibili. Secondo i commenti dell’azienda, le imprese che adottano questo modello registrano performance superiori alla media, con accesso più stabile ai mercati internazionali e maggiore capacità di adattamento.

La vivacità dell’economia romana è confermata anche dal saldo positivo delle nuove imprese registrate nello scorso anno: nelle ultime recensioni si parla di oltre 8.000 nuove attività e un tasso di crescita dell’1,8%, quasi il triplo rispetto alla media nazionale. Un dato che rafforza l’opinione condivisa dagli esperti di settore sul posizionamento competitivo del territorio anche in ottica export.

I commenti degli analisti e le recensioni degli osservatori del commercio estero sono unanimi nel riconoscere alla Capitale un ruolo guida nel panorama export italiano. L’integrazione tra politiche pubbliche, strumenti privati e supporto operativo rappresenta una leva strategica per poter consolidare i risultati anche nella seconda metà dell’anno.