Mostra:
Roma, 21 gennaio -16 febbraio 2010“Le opere d’arte di Mijić non hanno valori utilitari, anzi, si burlano dell’utilità e funzionano solo nel mondo di fantasia, evocando i sotterranei e le soffitte dell’ anima”. Con queste parole Ivo Babić, rettore dell’Università di Spalato, compendia il profilo di Matko Mijić.
Grandezza e unicità dell’artista croato risiedono nella volontà di sacrificare - dopo averne conosciuto a fondo abilità e tecniche - la disciplina e il rigore formale dell’arte filigrana in nome di una indeterminatezza suggestiva e congetturale.
La mostra propone opere di Mijić che ne illustrano la poetica, secondo cui non esistono oggetti o sostanze materiali privi di significato. Anche la polvere, le particelle di fumo e di fuliggine, avvolgendo le cose ne lasciano balenare suggestivi riflessi.
Nelle profondità delle bottiglie si possono nascondere particolari forme idro-geologiche che l’alchimista Mijić rivela. Un’arte che accelera il tempo, trasformando vecchie cose in nuovi oggetti e altalenando tra i secoli, avanti e indietro, le copre con strati e colori, le riscalda, le incide con acqueforti.
La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma ed è organizzata dal Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Segnala via e-mail
Centri di studio e ricerca
Siti